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[Dai Social] Agnanum | Falanghina dei Campi Flegrei 2016

I Campi Flegrei non sono soltanto patria di bradisismo esistenziale, ma anche terra promessa per chi funziona alla smerza.

Fuoco giù e mare su, bottiglie da scavare e da arrampicare, e uno dei pochi posti dove stappare i rossi prima dei bianchi, a tavola e nel tempo, non è soltanto un vezzo imitatorio di cose che si tramandano 1.300 km più su.

Per chi ha voglia di giocare: citofonare Lello Moccia. I suoi Piedirosso maturi regalano spesso sorrisi e solletico, ma solitamente è la Falanghina chez Agnanum il vino da invecchiamento. Senza bisogno di acidità in doppia cifra e pH muriatici. Protocollo mediterraneo: giallezze solari in pompa magna, delega al sapore e ci pensa lui.

Il 2016 è già in quella fase che diresti placida e compiuta, confermando totalmente le impressioni dei primi assaggi. Una versione ultraestiva da un’annata teoricamente fresca, paradossalmente più orizzontale del corrispettivo 2015, che invece è assai più teso e infiltrante nonostante arrivi da una vendemmia sulla carta più calda e asciutta.

Alla smerza, ripeto: qua funziona così. Quindi aspettatelo quando vi sembra pronto a puntino e stappatelo se si traveste da supergiovane. Per una volta la chiave di tutto sta proprio nel non capirci niente e non provarci nemmeno. Per una volta, che meraviglia, i fuoriclasse favoriti siamo noi.

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